Per gli italiani, il caffè è molto più di una bevanda: è un rituale quotidiano, un momento sospeso, un linguaggio condiviso che attraversa le generazioni e racconta, nella sua semplicità, l’identità di un Paese. A confermarlo è il valore che continua ad avere come momento di relazione: per il 38,6% degli italiani”bere un caffè fuori casa” significa soprattutto incontrare altre persone e scambiare due chiacchiere, a dimostrazione di quanto questo rito sia radicato nella nostra quotidianità.
Accanto alla sua dimensione sociale, però, cresce anche la curiosità per nuove modalità di consumo: il 41,3% degli intervistati si dichiara incuriosito da proposte più sperimentali, come iced coffee e shakerati. I dati mostrano che a cambiare non è soltanto il cosa, ma anche il quando: l’11,1% immagina di consumare bevande a base di caffè anche durante l’aperitivo e l’8,6% dopo cena. Percentuali ancora contenute, ma indicative di un’evoluzione in atto, che porta il caffè a conquistare progressivamente nuovi momenti della giornata, oltre le occasioni di consumo più tradizionali.
È la fotografia che emerge da un’indagine[1] condotta da AstraRicerche per La Pavoni, che racconta un rito in movimento: il caffè resta un simbolo forte della quotidianità italiana, ma amplia occasioni, linguaggi e modalità di consumo. Mentre si rafforza la sua dimensione sociale, il caffè conquista infatti nuovi spazi nel corso della giornata ed entra nel linguaggio del daytime, dell’aperitivo e della mixology.
La Pavoni interpreta questa evoluzione coniugando cultura dell’espresso, creatività e innovazione professionale e, insieme al coffee specialist Nicolò Zorloni, ne esplora le nuove frontiere attraverso tre ricette originali, pensate per portare il caffè dalla tazzina al bicchiere.
LA SOCIALITÀ CONQUISTA IL DAYTIME
Il bar rappresenta da sempre un luogo di relazione. Oltre all’incontro con altre persone, ciò che favorisce il consumo di caffè fuori casa sono la comodità di trovarsi già in giro (33,4%, in particolare per la GenZ) e il desiderio di concedersi una pausa durante la giornata (33,1%). Accanto alla funzione pratica, crescono anche la ricerca di qualità e coinvolgimento: quasi un italiano su quattro sceglie il bar per la qualità del caffè (23,8%,con un picco del 39% tra gli uomini Millennials), mentre il 20% cerca un’esperienza piacevole e curata (un dato che sale al 28% tra le donne Millennials). Il valore del bar, insomma, non risiede più soltanto nella tazzina servita al bancone, ma nella capacità di offrire un momento unico e distintivo.
In questo contesto, è soprattutto la colazione fuori casa ad assumere una nuova rilevanza sociale. Quasi due italiani su tre (64,8%) ritengono che negli ultimi anni sia diventata più capace di creare occasioni di incontro: per il 43% degli intervistati è già oggi un vero momento di socialità, mentre un ulteriore 21,9% ne riconosce questo valore soprattutto nel weekend, negli appuntamenti di lavoro e negli incontri informali.
È una tendenza che dialoga con il più ampio fenomeno internazionale del soft clubbing: format diurni, dai coffee party ai DJ set in caffetteria, che spostano nelle ore del giorno linguaggi ed energie tradizionalmente associati alla nightlife. Non una sostituzione dell’aperitivo, quindi, ma un’estensione dei tempi e delle forme della convivialità, nel quale il caffè assume un ruolo sempre più centrale.
DALLA TAZZINA AL BICCHIERE: LA PAVONI ESPLORA LA COFFEE MIXOLOGY
La capacità del caffè di conquistare nuovi momenti della giornata va di pari passo con la crescente voglia degli italiani di sperimentare modi diversi di gustarlo. Questa apertura alla sperimentazione abbraccia l’intero universo del caffè: il 22,8% degli intervistati si dichiara interessato a degustazioni ed esperienze guidate, mentre il 22,7% guarda con curiosità allo specialty coffee. Tra i territori emergenti rientra la coffee mixology: cocktail (11,9%) e mocktail (5,8%) a base di caffè intercettano pubblici ancora circoscritti, ma delineano una nuova direzione di consumo. È qui che l’espresso incontra la mixology contemporanea, mettendo la propria complessità aromatica al servizio di combinazioni capaci di accompagnare l’aperitivo e il dopocena.
Nicolò Zorloni – coffee specialist e co-founder di Nudo Artisan Coffee e Arabica Q-Grader – esplora per La Pavoni l’importante trasformazione del caffè, evidenziando come l’apertura del suo linguaggio sensoriale lo stia avvicinando alla mixology contemporanea.
“Il caffè sta ampliando il suo raggio d’azione: non è più soltanto il gesto della colazione o della pausa, ma una materia prima capace di accompagnare momenti diversi della giornata, dall’aperitivo al dopocena”, racconta Zorloni. “Nella mixology questo significa andare oltre l’Espresso Martini e lavorare sull’espresso per ciò che è davvero: un ingrediente dalla straordinaria complessità aromatica, capace di dialogare con distillati, vermouth, agrumi e componenti analcoliche senza perdere la propria identità. Proprio perché entra in ricette più articolate, precisione, costanza estrattiva e controllo diventano essenziali per trasformare una buona intuizione in un’esperienza sempre riconoscibile”.
Per tradurre questa evoluzione in un’esperienza concreta, Zorloni ha firmato per La Pavoni tre ricette fresche, semplici e replicabili, pensate per portare l’espresso oltre la tazzina. Dalla tequila al vermouth fino ai succhi di arancia e limone, il caffè incontra note decise, amare e agrumate, diventando il protagonista di drink capaci di rinnovare il rito della pausa e dell’aperitivo.
NUOVI RITUALI, NUOVE TECNOLOGIE: L’INNOVATION LAB DE LA PAVONI
Per La Pavoni, accompagnare l’evoluzione del caffè significa offrire ai professionisti strumenti capaci di coniugare design e tecnologia, semplificando il lavoro quotidiano e garantendo qualità, precisione e continuità del risultato, senza rinunciare alla cura dei materiali e alla componente emozionale che da sempre contraddistingue il brand. Da questa visione nasce l’Innovation Lab, che inaugura un nuovo corso evolutivo per la gamma professionale La Pavoni. I primi modelli a interpretare questo approccio sono P110 e P120, in arrivo sul mercato a partire dai primi mesi del 2027, insieme alla nuova Diamante.
I modelli professionali P110 e P120 sono stati sviluppati intorno a tre valori fondamentali: precisione, semplicità d’uso e costanza estrattiva. Il manometro permette di monitorare puntualmente la pressione durante l’estrazione, mentre la dosatura programmabile consente di impostare quantità precise e replicabili. Il sistema PIDassicura una gestione accurata della temperatura e una maggiore stabilità, mentre i comandi semplici e intuitivi agevolano il lavoro quotidiano. Caratteristiche particolarmente rilevanti anche nella coffee mixology, dove l’equilibrio della ricetta dipende dalla possibilità di ottenere un espresso controllato.
“I dati raccontano con chiarezza un cambiamento importante: il caffè non perde la forza del proprio rito, ma la estende a nuovi momenti, linguaggi ed esperienze. La Pavoni nasce nel segmento professionale e, attraverso alcuni dei suoi modelli più iconici, ha contribuito a scrivere la storia delle macchine da bar. Oggi vogliamo tornare a essere un punto di riferimento per i professionisti del settore, in continuità con questa eredità ma con uno sguardo attento alle nuove esigenze operative ed estetiche”, afferma Alessio Pezzoni, Amministratore Delegato di La Pavoni. “Il consumo fuori casa sta cambiando nei tempi, nelle modalità e nei contesti, e con esso evolve il lavoro del barista. Per questo le nuove macchine La Pavoni fanno sintesi tra design, tecnologia e qualità dei materiali, con l’obiettivo di semplificare le operazioni e garantire risultati precisi e costanti. Il concetto di ‘Innovation Lab’ segna l’inizio di un nuovo corso e di una strategia di medio-lungo periodo fondata su ricerca, sviluppo e consolidamento della rete commerciale e di assistenza, per rafforzare il ruolo di La Pavoni nel mercato professionale”.
Con questa nuova generazione di macchine, La Pavoni porta la propria eredità nel futuro del fuori casa, affiancando i professionisti nella creazione di esperienze capaci di rispondere alle nuove abitudini di consumo. Dalla tazzina al bicchiere, il brand rinnova così la propria missione: dare forma, attraverso tecnologia e design, ai rituali del caffè di domani.
























































