Dal 12 maggio 2026 è online I luoghi che leggiamo, il primo video podcast del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, ideato e condotto dalla scrittrice Marta Stella, un viaggio inedito dal nord al sud del Paese per raccontare i luoghi che hanno ispirato 10 tra gli autori più apprezzati della letteratura italiana contemporanea.
Il progetto, disponibile suwww.iluoghicheleggiamo.it e suSpotify e realizzato in collaborazione con quattro studenti dell’Università IULM, nasce in occasione della XIII edizione de I Luoghi del Cuore, programma del FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo che ha come obiettivo assicurare un futuro ai beni più amati in Italia. Iniziativa che condivide con il nuovo video podcast il tema di fondo, il legame indissolubile, fisico ed emozionale, che lega persone e luoghi.
Viola Ardone, Marta Barone, Daria Bignardi, Maria Grazia Calandrone, Giulia Caminito, Donatella Di Pietrantonio, Antonio Franchini, Melania Mazzucco, Marco Missiroli e Bianca Pitzorno aprono a Marta Stella le porte delle loro case e dei loro studi per raccontare attraverso le loro voci e i loro testi luoghi letterari protagonisti delle loro opere e anche dell’anima, del cuore: scorci, vie, fiumi che discendono da valli inesplorate, ma anche luoghi trascurati e da proteggere.
Come luoghi del cuore da recuperare e salvare sono le chiese delle isole di Venezia in stato d’abbandono, fra cui quella di Poveglia segnalata da Melania Mazzucco, e le chiese di Penne per le quali è pronta a spendersi Donatella Di Pietrantonio; desiderosa di poter dare il proprio contributo anche Maria Grazia Calandrone per cambiare in meglio Nuova Ostia.
Per Daria Bignardi il luogo del cuore è invece il Delta del Po – accanto alla sua Ferrara che ha temuto di perdere nel 2012 a causa del terremoto – mentre quello di Antonio Franchini è la Valsesia con i suoi impetuosi fiumi e torrenti, cui sente di appartenere quanto o più della sua natia Napoli; anche Viola Ardone racconta il suo rapporto complesso con la città partenopea, della quale porta nel cuore Piazza Bellini, simbolo di cosmopolitismo; sentimenti contrastanti verso il luogo in cui si è cresciuti anche per Marco Missiroli, combattuto fra la realtà di Rimini e quella di una grande città come l’adottiva Milano.
I ricordi d’infanzia e di gioventù segnano i luoghi del cuore anche per Giulia Caminito con il molo di Anguillara Sabazia e per Marta Barone con piazza Vittorio a Torino, vicino dove è cresciuta, insieme al paese di sua madre, Villafranca Piemonte. Bianca Pitzorno, invece, non ritrova l’identità originaria del luogo amato della sua infanzia, Stintino, e ora invece ama perdersi nella campagna sarda, con il suo “azzurro color di lontananza”.
I luoghi che leggiamo è il nuovo video podcast italiano per gli amanti della letteratura, dove scoprire, e riscoprire, i luoghi dell’Italia che la ispirano e le città in cui gli autori hanno scelto di far vivere i loro personaggi, indirizzi che cambiano il corso degli eventi, angoli d’Italia che uniscono scrittori e lettori in modo indissolubile: luoghi in cui la memoria si fa letteratura, che prendono vita in dieci interviste in cui Marta Stella porta gli ascoltatori in un vero e proprio viaggio immersivo nelle parole, pagina dopo pagina, in un racconto evocativo e allo stesso tempo concreto e tangibile.
I primi 3 episodi de I luoghi che leggiamo con Daria Bignardi, Donatella Di Pietrantonio e Melania Mazzucco sono online da martedì 12 maggio, giorno di lancio del XIII censimento de I Luoghi del Cuore; a seguire, gli altri episodi saranno caricati a cadenza ciclica di circa 2 settimane.
I luoghi che leggiamo è una produzione FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, ideato e condotto da Marta Stella e realizzato in collaborazione con gli studenti dell’Università IULM – Beatrice Cino, Beatrice Corsi, Alessandra Legittimo, Lorenzo Scibilia, coordinati dalla prof. Beatrice Scapini Borromeo.
I luoghi che leggiamo
Riflessioni dei 3 autori già online dal 12 maggio sui loro luoghi del cuore
DARIA BIGNARDI
La giornalista e scrittrice, da tempo a Milano, ha riscoperto recentemente un legame affettivo con la sua città natale, Ferrara: “Uno non pensa mai di poter perdere i luoghi, sembrano sicuri e pensiamo che rimarranno per sempre, specie per noi che non viviamo in luoghi di guerra. Il terremoto in Emilia – o altri eventi catastrofici – ci fanno invece capire che si possono perdere anche i luoghi. A me è successo con Ferrara, che non è stata molto danneggiata dal terremoto ma questo ha creato in me un rinnamoramento per lei”.
Il suo luogo del cuore è invece il Delta del Po, “un posto magico; il fiume che si getta in mare, la fauna attorno al delta è magnifica, gli uccelli sono magnifici, l’atmosfera molto poco costruita, attorno ci sono le Valli di Comacchio, un altro posto meraviglioso… Io lì sento in qualche modo di avere delle radici”.
DONATELLA DI PIETRANTONIO
Per la scrittrice Premio Strega 2024 e Premio Campiello 2017 la forza dei luoghi nei libri è tale da “trasformarli da mere ambientazioni in protagonisti, al pari dei protagonisti umani; la connessione profonda fra personaggi e luoghi fa diventare i luoghi stessi protagonisti, si riflettono gli uni negli altri”.
Il suo luogo del cuore risiede nella città in cui abita, Penne, ed è la chiesa di Sant’Agostino: “è una chiesa bellissima con un’altra annessa, la Madonna della Cintura, che sta letteralmente crollando. Sono due chiese che non possono morire così. Peraltro all’interno ci sono affreschi pregevoli che credo siano abbastanza lordati dal guano dei piccioni che entrano liberamente dalle finestre rotte. Mi fa veramente male al cuore vederle andare a male così, vorrei salvarle”.
MELANIA MAZZUCCO La scrittrice e drammaturga romana Premio Strega 2003 ha nel cuore tre luoghi: “Il primo è l’isola di Poveglia; vivendo a Venezia ho vissuto anche le sue isole, in buona parte inaccessibili; le chiese stanno cadendo a pezzi e lì ce n’è una bellissima, dipinta da Giulia Lama, autrice della pala d’altare per la chiesa di Poveglia, che ora non so dove sia”. Il secondo luogo è invece un piccolo monastero benedettino, in Valnerina, vicino a Castel Sant’Angelo sul Nera (MC), il convento di San Liberatore: “contiene un ciclo di affreschi di Paolo da Visso, artista marchigiano del ‘400 molto importante e rappresentato anche al Louvre. Fu danneggiato dal terremoto del 1969, restaurato dopo tanta fatica pochissimo prima del nuovo terremoto del 2016 (…). Quel monastero è venuto giù con tutti gli affreschi, hanno salvato quello che hanno potuto. Non so a che punto sono i restauri, però è un luogo importante in una valle completamente distrutta, una civiltà dell’Appennino che se n’è andata nel 2016 e colpevolmente ancora abbandonata”. L’altro luogo del cuore sono alcune catacombe a Roma lungo la via Salaria, “quella di Santa Felicita e quella dei Giordani, luoghi stupendi per gli affreschi, dove ci sono immagini nuove, con scene dell’Antico Testamento, un’iconografia originalissima, visibili solo per ricercatori e studiosi”; luoghi importanti “per la storia della spiritualità di questa città, che è ormai la meno spirituale della Terra; i nostri cimiteri sono in condizioni disperanti, non abbiamo neanche più il posto dove mettere i nostri morti. Restituire un rapporto con le nostre catacombe sarebbe impo
























































