L’Opera House di Budapest torna a brillare

Una gemma unica nel ricco patrimonio della capitale ungherese è tornata recentemente a splendere; una nuova luce illumina oggi l’Opera House di Budapest che, dopo un lungo lavorio di ristrutturazione, è finalmente tornata ad accogliere gli amanti del genere in una rinnovata veste.

L’Opera di Stato Ungherese è stata aperta nel 1884 e nei 138 anni successivi ci sono stati alcuni importanti progetti di

ricostruzione oltre a tutta una serie di migliorie e aggiustamenti che hanno, in bene e in male, seguito il percorso storico e civile della nazione e della città. La struttura rappresenta oggi il risultato di un percorso ultracentenario di una istituzione che è stata da sempre uno dei capisaldi architettonici della città di Budapest, oltre che luogo di esaltazione della cultura e delle arti musicali.

Durante il primo progetto di ricostruzione, guidato da István Medgyaszay nel 1912, il cambiamento chiave, visibile fino a poco tempo fa, fu l’aggiunta di due file di sedili al piano terra dell’auditorium, dove la sottostruttura in legno fu sostituita con una struttura in ferro. Allo stesso tempo, la buca dell’orchestra fu estesa verso il palco.

Tra il 1980 e il 1984, il Teatro dell’Opera subì una ristrutturazione completa secondo i piani di Mária Siklósi, e fu anche costruito l’edificio amministrativo in Hajós Street. Sistemi ingegneristici furono sostituiti in quella
occasione da quello che in quel momento

era disponibile, ovvero una tecnologia proveniente dalla Germania dell’Est che già allora era vecchia di oltre 20 anni. Le aree utilizzate dal pubblico furono modernizzate e rinnovate, insieme alla facciata, così come fu costruito l’edificio amministrativo di 10 piani lì accanto, collegato tramite un tunnel sotterraneo al Teatro dell’Opera. Poiché le infrastrutture del teatro Erkel erano insufficienti, nel nuovo edificio furono create sale prove aggiuntive, laboratori di sartoria, dipartimento che si trasferì qui, così come la caldaia che venne posizionata all’ultimo piano.

L’edificio subì danni relativamente lievi durante la seconda guerra mondiale, fu riparato dopo il 1945, e le aree utilizzate dal pubblico furono gradualmente rinnovate negli anni ’50 e ’70, utilizzando i colori e i materiali più semplici disponibili all’epoca.

È del 2016 l’idea di modernizzare il Teatro dell’Opera. Originariamente il progetto prevedeva il rinnovamento della facciata, l’ammodernamento del sistema di ingegneria scenica e dell’acustica, il miglioramento del comfort dell’auditorium, la ricostruzione della buca dell’orchestra, il restauro degli spazi storici, la sostituzione della rete di pubblica utilità, degli impianti elettrici e meccanici, e la ristrutturazione dell’Edificio Amministrativo e dei piccoli immobili limitrofi.

Un progetto che ha visto l’impegno di molte risorse e che ha finalmente riconsegnato alla città e alla fruizione degli amanti del genere lirico e dei balletti una vera perla nel panorama culturale e urbano della città.

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