Ecco il Museum of Ethnography, nuovo volto di Budapest

La nuova sede del Museo Etnografico, realizzata nell’ambito del Progetto Liget Budapest, ha aperto le sue porte al pubblico lo scorso 23 maggio ed è pronta ad accogliere i visitatori con le sue spettacolari mostre. L’edificio, progettato da Marcel Ferencz (architetto NAPUR), è la prima struttura del suo genere e ricalca in concreto le esigenze architettoniche di uno spazio espositivo di questo tipo. Il parco cittadino, che è coinvolto in un totale progetto di recupero e trasformazione, ospita dunque uno degli edifici museali più moderni d’Europa, situato sul sito dell’ex piazza Felvonulási. L’attuale disposizione e forma del museo, dove fa bella mostra di sé una collezione di impareggiabile diversità e ricchezza, occupa una superficie tre volte più grande rispetto alla sua precedente sede. Lo spettacolare edificio con il suo design che evoca una coppia di pendii che degradano verso il centro si distingue per la decorazione unica della sua facciata, dove sono presenti quasi mezzo milione di pixel che concorrono a ricreare una selezione di motivi etnografici ungheresi e internazionali. Inoltre, l’edificio regala a turisti e locali uno straordinario eden verde dove i giardini pensili fanno bella mostra e offrono una deliziosa cornice in cui svagarsi e rilassarsi, oltre che regalare, dal punto più alto, un superbo panorama.

L’apertura del nuovo Museo Etnografico rappresenta una pietra miliare per la collezione ma anche per lo stesso sviluppo urbano della città; il Progetto Liget Budapest è attualmente il progetto di sviluppo culturale urbano più ampio dell’intera Europa volto al completo rinnovamento del parco cittadino, con la costruzione di nuovo edifici e poli culturali aggregativi. Il rinnovo completo del Museo di Belle Arti è terminato nel 2018, l’edificio del Centro Nazionale di Conservazione è stato inaugurato nel 2019, mentre la recente apertura della House of Hungarian Music e lo stesso Museo Etnografico saranno seguiti dalla realizzazione della Nuova Galleria Nazionale”, ha affermato László Baán, commissario ministeriale del progetto.

Al piano terra l’edificio del museo si divide in due parti che si estendono verso l’alto come pendii e fiancheggiano un monumento del 1956 che è circondato da un’ampia piazza direttamente collegata agli interni del museo. Le due ali corrispondono a due spazi dalle funzioni separate: una sezione è dedicata alle attività pubbliche ed è a disposizione della cittadinanza, mentre l’altra è pensata per le pure iniziative museali. Da un lato troviamo quindi una sala eventi, le sale di formazione museale (laboratorio, mostra per bambini e ragazzi), un centro visitatori, il negozio del museo e il ristorante. Mentre l’anima museale si lega maggiormente alle attività scientifiche interne del museo ed è quindi la sede per una biblioteca, gli archivi, nonché gli uffici per il personale del museo e una sezione di gestione dei manufatti.

Il design iconico dell’edificio nasconde una serie di soluzioni tecnologiche speciali, con le sue ali ad arco sostenute da una struttura solitamente utilizzata nella costruzione di ponti. Questa è una rara applicazione di questa tecnologia negli edifici pubblici non solo in Ungheria ma in tutta Europa. Il segno distintivo spettacolare dell’edificio è la sua cortina di vetro che circonda il giardino pensile; questo elemento è ricoperto da una griglia metallica con motivi etnografici selezionati dalle collezioni ungheresi e internazionali del museo e composta da quasi mezzo milione di pixel, che uno speciale robot ha inserito nelle griglie di alluminio tagliate al laser di cui oltre 2.000 sono fissate alla struttura. Una soluzione unica e rivoluzionaria non solo dal punto di vista estetico ma anche tecnologico poiché, in quanto elemento importante della facciata, fornisce ombra all’edificio, contribuendo così al suo funzionamento efficiente dal punto di vista energetico.

L’altra caratteristica sorprendente dell’edificio è il suo enorme giardino pensile, estensione dello spazio verde del parco cittadino. È stato costruito stendendo oltre 3mila metri cubi di terriccio arricchito con speciali sostanze nutritive sui “pendii” dell’edificio, che accolgono ora piante e alberi. Qui sono state piantate circa 1.500 piante perenni da fiore e bulbose, sette arbusti decidui, quasi 100 sempreverdi e circa 700 esemplari di graminacee ornamentali. Un totale di 7.300 metri quadrati di parco è stato creato sul tetto ad arco, che attende i visitatori come un accogliente spazio comune con un ampio panorama sulla città.

L’aspetto del Museo Etnografico costituisce un cambiamento epocale per l’istituzione poiché la collezione di 250mila pezzi originari del bacino dei Carpazi e di ogni angolo del mondo è stata spostata numerose volte dalla sua fondazione nel 1872 e fino ad ora non era ospitato in una struttura appositamente costruita e progettata per soddisfare le sue esigenze. La collezione è tornata ora nella sua sede originaria; aveva infatti aperto nel 1896 nell’Archivio Etnografico Mostra Villaggio del Millennio per poi passare nella Sala Industriale, anch’essa situata nel parco cittadino. “Nonostante tutte queste vicissitudini, la collezione del museo e le sue attività sociali e scientifiche si sono ampliate e rafforzate dinamicamente. Come risultato del consistente lavoro di raccolta ed elaborazione, il Museo Etnografico di Budapest è ora tra i musei etnografici di spicco della regione, sia per la sua nuova costruzione che per la sua collezione, ed è finalmente in grado di operare in un luogo degno dei suoi valori” ha affermato Lajos Kemecsi, direttore del Museo Etnografico.

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