Polonia underground

La Polonia è come un segreto che deve essere ancora del tutto rivelato.

Edifici ormai in disuso da diversi anni rivivono oggi di una nuova vita, grazie a progetti virtuosi, modernità e innovazione. Interi quartieri riqualificati, spazi postindustriali rivitalizzati, atmosfere liberty, arte contemporanea, design e architettura: questi i tratti distintivi di una trasformazione urbana sapiente ed equilibrata avvenuta negli ultimi 30 anni.

Seguiteci in questo percorso che vi condurrà alla scoperta di alcune delle principali città della Polonia che pulsano di energia creativa e voglia di trasformazione, espressione di una realtà culturale e sociale in pieno fermento e che, nel corso degli anni, hanno saputo intervenire e recuperare edifici e quartieri dismessi convertendoli in vere e proprie opere d’arte.

Varsavia: un passato che rivive nell’architettura

Una storia travagliata e turbolenta, una città rasa al suolo ma che ha saputo voltare pagina. Varsavia combina una ricca storia con una modernità dinamica.

Elektrownia Powiśle

Progetta nel 1904 per alimentare la città di Varsavia, la centrale elettrica Elektrownia Powiśle divenne – nel corso del tempo – una delle centrali più grandi e moderne della Polonia. Dopo aver cessato la sua funzione, subì un importante intervento di riqualificazione urbana – grazie al progetto di Tristan Capital Partners e White Star Real Estate. Oggi è un grande spazio multifunzionale in cui si trovano negozi, ristoranti, hotel e beauty halls. Pur cercando di mantenere il maggior numero di dettagli originali, data l’imponenza architettonica dell’edificio, che si sviluppa su una superficie di 5.000 mq, il progetto combina storia e modernità.

Museo Neon

ll Neon Muzeum, inaugurato nel 2005, è ospitato nella Soho Factory post-industriale. Unico nel suo genere in Europa, ospita la documentazione e la conservazione delle insegne neon risalenti all’epoca della Guerra Fredda. Grazie al progetto espositivo basato sulla documentazione fotografica delle insegne, ‘Polish Neon’, ideato dai due fondatori David Hill e Ilona Karwinska, oggi il museo ospita centinaia di insegne che, oltre ad essere estremamente piacevoli alla vista, rappresentano la tradizione polacca dell’Out of Home, ovvero piccole opere d’arte luminose per segnalare la presenza di negozi e uffici.

Fabbrica Koneser

All’interno del complesso delle fabbriche rivitalizzate “Koneser” (dal XIX secolo una delle fabbriche di vodka più note in Polonia), è stato inaugurato nel 2018 il Museo della Vodka Polacca (Muzeum Polskiej Wódki). Situato nel quartiere Praga, questo suggestivo edificio Ottocentesco è stato ricostruito e progettato dal prestigioso studio Nizio Design International per gli interni e dal gruppo Liebrecht & Wood in collaborazione con BBI Development per gli esterni. Il Museo ha lo scopo di far conoscere – anche attraverso installazioni multimediali, in perfetta sintonia con gli interni postindustriali – la ricca e lunga storia della produzione e degli usi e costumi legati alla vodka in Polonia, ed è l’unico museo al mondo dedicato completamente a questa bevanda superalcolica (iscritta sulla lista dei prodotti di Indicazione Geografica Protetta – IGP).

Lodz, città postindustriale all’avanguardia

Lodz è una città in totale fermento. Il suo passato industriale e operaio ha lasciato spazio all’arte contemporanea, alle iniziative culturali, alla moda e al design.

Manufaktura

Uno dei più grandi progetti europei di riqualificazione di antiche fabbriche tessili è rappresentato da Manufaktura, un tempo tra le fabbriche più imponenti di Lodz, oggi moderna struttura commerciale che si sviluppa su una superficie di 27 ettari: una vera e propria ‘città nella città’, animata da negozi, luoghi di intrattenimento e di cultura, come il nuovo Museo d’Arte Contemporanea (MS2) che raccoglie importanti collezioni del XX e XXI secolo e il Museo della Fabbrica.  

Il Centro della Scienza e della Tecnologia EC1

La storica centrale termoelettrica di Lodz è sede, dal 2018, del più grande museo della scienza in Polonia, il Centrum Nauki i Techniki. Si tratta di uno dei migliori esempi di riqualificazione postindustriale del Paese; su una superficie di ben 18.000 m2 di spazio espositivo, il museo offre un’esperienza multisensoriale, arricchito da installazioni interattive negli ambienti originali della centrale. Il percorso di visita è suddiviso in tre parti: la storia della centrale EC1, i fenomeni quotidiani della fisica, della chimica e delle scienze naturali e, infine, la scoperta di ciò che non è visibile a occhio nudo grazie all’utilizzo di dispositivi interattivi.

All’interno del museo è attivo anche l’incredibile Planetario, il più moderno in Polonia, con una cupola di 18 metri e uno schermo di 14 metri in 8K.

Museo del Cinema

Creato nel 1976, il Museo del Cinema di Lodz è l’unico museo del genere in Polonia. Situato nell’ex dimora di Karl Scheibler, proprietario di un grande stabilimento tessile, è suddiviso in quattro settori: storia del cinematecnica cinematograficaposter e scenografia. Inoltre, possiede una notevole collezione di oltre 50.000 reperti come vecchie apparecchiature cinematografiche, documenti di vita cinematografica, oggetti materiali legati alla creazione e al funzionamento dell’arte del lungometraggio, documentari, film didattici, d’animazione e d’avanguardia, video e televisione, programmi cinematografici, locandine, scenografia, foto e cimeli legati a personaggi del cinema.

Cracovia e la sua anima underground

Considerata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, oggi Cracovia è diventata una delle città europee più vivaci e giovani da visitare e di cui innamorarsene.

Il Museo di Arte Contemporanea, MOCAK

Il Museo di Arte Contemporanea di Cracovia, o MOCAK, è il più grande di questo genere di musei in Polonia. Il museo, fondato nel 2011, sorge nel quartiere post-industriale di CracoviaZabłocie, sul terreno dell’ex fabbrica di vasellame smaltato di Oscar Schindler. Il progetto, dell’architetto italiano Claudio Nardi, ha tenuto fede al contesto urbanistico preesistente recuperando una parte degli edifici della fabbrica e accompagnandoli da un nuovo edificio in stile neomoderno. Oggi, infatti, il caratteristico tetto a dente di sega che copriva la vecchia fabbrica domina visivamente su tutta la struttura.

Cricoteka, Centro di Documentazione dell’Arte di Tadeusz Kantor

Ricavata all’interno dell’ex centrale elettrica di Podgórze e circondata da una struttura moderna, la Cricoteka ospita la mostra permanente dell’arte di Tadeusz Kantor, uno dei più importanti artisti e riformatori del teatro novecentesco ed organizza mostre, simposi, spettacoli, laboratori e incontri, oltre a pubblicare opere dedicate all’arte di Kantor.

Le sale espositive sono sospese superiormente al tetto dell’edificio storico e ospitano oggetti teatrali e scenici, schizzi e fotografie che rendono un’idea delle fasi di sviluppo dell’arte teatrale dell’artista. Appartiene alla Cricoteka anche la Galleria-Laboratorio di Tadeusz Kantor (Galeria-Pracownia Tadeusza Kantora), presso la quale l’artista trascorse gli ultimi anni della propria vita.

Danzica, lungo le coste del Mar Baltico

Centro scientifico, culturale e dell’industria moderna, Danzica ha un passato secolare legato ai commerci e, culturalmente, alle città portuali dei mari del nord.

Centro Europeo di Solidarność

Il Centro Europeo Solidarność è dedicato alla storia del sindacato polacco Solidarność, costituitosi nel 1980 a Danzica a seguito degli scioperi degli operai del cantiere navale.

Sorge in un luogo molto importante per la storia polacca ed europea, nell’ex cantiere navale Lenin, dove ebbero inizio gli eventi che culminarono con la caduta del Muro di Berlino e il ritorno della libertà in Europa centrale e orientale. Il monumento ai lavoratori caduti durante le rivolte del 1970 si trova vicino all’ingresso principale, il cancello n° 2 dell’ex cantiere che, negli anni Ottanta, divenne un’icona della lotta contro il regime comunista. Nel museo, la vasta esposizione Roads to Freedom racconta la lotta di Solidarność attraverso migliaia di foto, filmati e oggetti, così come le 21 richieste dei manifestanti su tabelloni in legno scritti a mano, che oggi fanno parte della Lista del Patrimonio Documentario Mondiale dell’Unesco, oltre a circa 1.800 pezzi d’esposizione.

Breslavia, una delle più antiche e belle città polacche

Breslavia affascina per i suoi tratti distintivi, la storia tormentata iscritta tra le mura urbane, le perle architettoniche, l’ubicazione pittoresca e la ricca offerta culturale.

Hydropolis

Inaugurato nel 2015Hydropolis è un centro di cultura e di sapere sull’acqua, ideato grazie all’estro di Mieczysław Bielawski. Situato nel sottosuolo, si tratta di un ex serbatoio di rifornimento idropotabile di fine Ottocento che, su una superficie di quattromila metri quadri, permette di conoscere l’oro blu attraverso un percorso che inizia con la visione di un video e successivamente si snoda in otto itinerari. Dalle origini dell’elemento, alla presenza di creature marine, alle credenze di popoli e confessioni religiose legate all’elemento idrico, fino ad arrivare alle metodologie idrauliche usate nell’antichità e in modernità, comprese quelle in uso oggi a Breslavia. Hydropolis, inoltre, è il vincitore del Certificato D’Oro 2021, premio conferito dall’Ente Nazionale Polacco per il Turismo per i migliori prodotti turistici.

Neon Side Gallery, Galleria dei Neon

Situata al posto della vecchia industria Reklama, che produceva insegne neon, in Ruska 46c, oggi la Neon Side Gallery mostra insegne al neon di varie istituzioni, aziende, officine, negozi, cinema e bar (per la maggior parte, luoghi non più esistenti).  Grazie al suo proprietario Tomasz Kosmalski, che nel 2005 acquistò il suo primo neon (la vecchia insegna della pasticceria di via Nowowiejska), oggi la fondazione Neon Side dispone di diverse dozzine di insegne al neon, collocate intorno ad un cortile tra le vie Ruska e Antoniego, dando così vita ad uno spettacolare museo a cielo aperto, perfetto da visitare la sera.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.