Museo dei mestieri in bicicletta

La collezione dei Mestieri in Bicicletta nasce a Fabriano (An) per opera di Luciano Pellegrini, che in gioventù fu una promessa del pugilato professionistico. Nel 2020, con l’aiuto di un imprenditore di Gubbio, decide di trasferire l’intera esposizione in Umbria.

La passione per l’automobilismo e la meccanica lo portarono a ricercare e a scovare, lungo un arco temporale di oltre 40 anni, quelli che sarebbero poi diventati gli elementi di una mostra unica nel suo genere perché rappresenta un mondo ormai passato, fatto di piccoli artigianiambulanti professionisti che si spostavano, con le proprie biciclette, di paese in paese o tra le vie dei centri abitati per mettere a disposizione i propri servizi.

La raccolta si compone di 94 biciclette, di cui 77 di mestieri. Da qui deriva il nome del museo Museo dei mestieri in bicicletta. Sono biciclette realmente utilizzate, che mostrano il loro passato intriso di fatica sudore, di quotidianità e attaccamento per quei pochi oggetti che si possedevano e che, in caso di rottura, andavano riparati o riciclati. 

La provenienza quasi esclusivamente italiana dei proprietari originari delle bici consente di ottenere uno spaccato di un’Italia lontana, fatta di tempi e lunghe distanze che parzialmente la bicicletta aiutò ad accorciare. Traspare un collage di frammenti di vite ormai sbiadite e lontane che meritano di non cadere nell’oblio.

È una collezione unica perché rappresenta uno dei tanti esempi dell’ingegno italiano e dell’arte dell’arrangiarsi, soprattutto nel tormentato periodo fino al dopo-guerra e perché fa tornare bambini ed emozionare gli anziani, stupire gli adulti e incuriosire i più piccoli.

La bicicletta nasce in Francia nel 1791, ma è solo nel 1884 – dopo vari aggiustamenti tecnici – che prende la forma che noi oggi conosciamo, con le due ruote di uguali dimensioni e trasmissione a catena sulla ruota posteriore. Agli inizi del XX secolo diviene un bene comune e un mezzo di locomozione diffuso tant’è che risalgono proprio agli inizi del ‘900 anche i primi eventi sportivi a livello europeo: la prima edizione del Tour de France risale al 1903, mentre quella del Giro d’Italia al 1909. Durante la Prima Guerra Mondiale, la bicicletta viene utilizzata dai bersaglieri, ma è soprattutto tra i ceti medi e più poveri che trova diffusione come principale mezzo di spostamento dopo i tragici eventi delle due guerra e fino al 1960, prima del boom economico.

L’esposizione si sviluppa all’interno di un palazzo storico (un ex lanificio), nel cuore della Gubbio medievale. I 500 mq circa di allestimento, disposti su 3 piani, consentono di godere di ampi spazi. Oltre alle biciclette relative ai mestieri, nel tempo la raccolta di Luciano Pellegrini si è ampliata, comprendendo anche alcune biciclette da corsabici da passeggio, un paio di cyclettes e una bicicletta in legno.

Museo dei Mestieri in bicicletta
Via XX Settembre, 12 – 06024 Gubbio (PG)
Tel. +39 3921325333 – email: museomestieriinbicicletta@gmail.com

Orari
dal martedì alla domenica: 10.00/13.00 – 14.30-18.30

Biglietti
Intero: € 8,00
Riduzioni: 
€ 6,00 (titolari di apposite convenzioni, ragazzi dai 10 ai 18 anni, visitatori oltre i 65 anni, gruppi superiori alle 15 unità, giornalisti, residenti nel comune di Gubbio)
€ 5,00 (gruppi scolastici)
€ 3,00 (scuole del comune di Gubbio)
Gratuito (bambini fino a 10 anni, guide turistiche, portatori di handicap con accompagnatore)


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