A Maniago torna Coltello in Festa

Coltello in Festa, l’appuntamento più autorevole e coinvolgente dedicato al mondo delle lame e della coltelleria e che da sempre abbraccia le eccellenze gastronomiche del territorio sta per tornare, e lo farà in presenza, a Maniago, il 4 e 5 settembre 2021.

L’edizione 2021 di Coltello in Festa sarà l’occasione per un vero e proprio connubio tra eccellenze della coltelleria maniaghese, famosa in tutto il mondo, e i tanti prodotti gastronomici locali. Il felice incontro si genera in un territorio in cui le tradizioni sono radicate e si tramandano di generazione in generazione. Se infatti a Maniago dal XIV secolo si fabbricano coltelli – inizialmente per rifornire la Serenissima di armi bianche – nell’area circostante i casari e i norcini si sono tramandati le ricette dei prodotti tipici che negli anni hanno ottenuto il presidio slow food o il marchio IGP.

La pitina, la cipolla rossa di Cavasso, il formaggio Asìn, il formai tal cit, o le mele antiche, sono solo alcuni dei prodotti che appartengono a questi luoghi in cui la semplicità, portata a tavola, svela suggestioni inattese.

Deliziosi da soli, ma sorprendenti se combinati insieme, questi sapori ricercati e molto apprezzati dal palato moderno portano con sé le storie delle persone che hanno vissuto in quei luoghi e che avevano trovato metodi di stagionatura e conservazione della carne degli animali o per creare trecce di cipolle da portare nelle piazze dei mercati. Storie semplici, che sono rimaste nel cuore delle nuove generazioni, che hanno saputo valorizzarle, trasformandole con creatività e fantasia in ricette che ne esaltano i gusti.

La pitina, con le sue varianti peta e petuccia, viene definita “prodotto culturale” in quanto frutto di una tradizione interpretata in modo versatile nelle valli pordenonesi. Si tratta di una polpetta affumicata di carne di ungulati o di pecora e capra con diverse erbe aromatiche aggiunte nell’impasto. L’animale veniva disossato e la carne triturata finemente con sale, aglio, pepe nero spezzettato. Con la carne macinata si formavano piccole polpette, si passavano nella farina di mais e si facevano affumicare sulla mensola del focolare.

Oggi la pitina è ingentilita da una parte di grasso di suino che smorza il sapore intenso e un ‘po selvatico della carne di capriolo, capra o pecora. L’affumicatura si realizza con diversi legni aromatici, a volte mescolati tra loro (ma con la prevalenza del faggio). La pitina oggi si mangia cruda a fettine, dopo almeno 30 giorni di stagionatura, ma è ottima anche cucinata. Può essere scottata nell’aceto e servita con la polenta, rosolata nel burro e cipolla e aggiunta nel minestrone di patate, o ancora fatta al cao, cioè cotta nel latte vaccino appena munto.

In un territorio in cui è forte il senso di comunità i coltellinai hanno da sempre messo la propria arte anche al servizio delle specialità locali. Conoscendo le prerogative di ogni singolo prodotto tipico hanno forgiato delle lame in grado non solo di affettarlo, ma di esaltarlo, permettendo a tutti di portarlo in tavola pronto per essere degustato al meglio. Dalla pitina ai formaggi, tutte le eccellenze del territorio hanno il loro coltello dedicato. Anche gli straordinari meli di antiche e resistenti tipologie, diffusi e valorizzati grazie all’Associazione Mele Antiche, godono della sapienza artigianale dei coltellinai, che hanno realizzato un apposito coltello per l’innesto.

Pianificando un weekend a Maniago, il 4 e il 5 settembre per Coltello in festa si potrà fare un tuffo nella cucina friulana e trovare gli strumenti più adatti agli esperimenti che sempre più spesso ci divertiamo a realizzare nelle nostre cucine. Ma si potrà anche apprezzare quanto viene prodotto per le specialità enologiche, grazie a sciabole da champagne o cavatappi di grande eleganza e praticità, produzioni che sono diffuse nelle migliori cantine italiane e internazionali.

Il mondo delle coltellerie e delle produzioni maniaghesi si racconta attraverso i suoi protagonisti anche attraverso la nuova mostra “LAMEmoria” attiva e visitabile al Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie, da sempre l’anima culturale della città.


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