Dolomiti da Roma...
Come fa un sessantenne a fuggire dai pressanti abbracci familiari di Natale senza “pesare” troppo sull’economia delle famiglia e coltivare il suo hobby preferito?
Si fa in quattro mosse.. (anzi giorni...)
Si “sequestra” un amico più giovane, si sceglie la settimana precedente al Natale, in assoluto la più economica dell’anno, si prenota un vagone letto (posto letto doppio) con la formula “libertà di viaggiare 30 euro) Roma-Trento. In precedenza si è prenotato una Citroen C3 all’Avis di Trento
(attenzione chiude alle 19 ma sono molto flessibili ed estremamente gentili per l’assistenza fuori orario. - Telefonare direttamente alla sede anche perchè potrebbero proporvi tariffe assolutamente interessanti o agevolazioni come i km illimitati e l’affitto gratuito delle catene se non usate..) Per il ritorno stessa formula con il treno delle 21.45 che però ferma a Roma Tiburtina..
Dopo comodissimi 80 km si arriva a Moena presso l’Hotel Alle Alpi.
Perchè
Moena e perchè l’Hotel Alle Alpi?
Moena ha due fantastiche cartteristiche: è perfettamente al centro delle Valli di Fiemme/Fassa con un crocevia che permette di “ingaggiare” le due classiche porte dei “giro dei Passi”. Campitello (e da li si arriva velocemente a Selva, Santa Cristina, Ortisei con il nuovo “trenino” che porta in 3 minuti al Seceda) e Canazei (e da li si va sparati a Arabba, Porta Vescovo, Marmolada, Boè, Corvara, La Villa, S. Cassiano, Lagazuoi ed essendo veloci, persino le Cinque Torri.)
Inoltre ci sono a portata di pochi minuti di macchina: Vigo, il nuovo comprensorio Pozza-Alba e poi Costalunga, Lusia/Bellamonte, S.Pellegrino/Falcade, Civetta, Obereggen e Cermis.
Tutto questo è assolutamente introvabile al Mondo.. si tratta di 1000 km di pista a non più di 20 minuti di macchina . Ho calcolato che impiegherei non meno di 13 giorni senza ripetere mai la stessa pista.
Attenzione.. l’ingorgo automobilistico di Moena fra pochissimo sarà saltato da un moderna galleria stradale.
In “più” Moena non ha impianti di risalita in paese. Un difetto direte voi... Un pregio fenomenale dico io. Praticamente tutti i “cannibali” hanno la fissa per gli impianti in paese e questo porta a dei prezzi assolutamente esagerati per quelle località. Moena è ancora competivia e cosi capita che un raffinato ed elegante 4 stelle costa come un pensioncina a Madonna di Campiglio,Canazei o Selva (non parliamo poi di Corvara..)
Rispondere: “quanti saranno gli alberghi a portata di scarponi “intorno” agli impianti ? Mbe al massimo una decina e sempre pieni .. E che differenza fa prendere la macchina o lo Skibus per 5 minuti o 20 minuti??
Ve lo dico io... un bel mucchio di Euro...
L’Hotel Alle Alpi è la più antica e moderna struttura del posto. Negli anni cinquanta era un albergo per viaggiatori (e di sci non se ne parlava...), poi un Sommavilla si inventa il comprensorio del Lusia ed esso diventa - ovviamente - il primo albergo per sciatori.
Oggi la famiglia Sommavilla, che ancora lo deteniene, ne ha fatto, dopo complesse ed intelligenti trasformazioni, l’Albergo di riferimento della località. Ragazzi ... è una roba pericolosa... fra le comodità della stanza (televisone al plasma, idromassaggio, WiFi per il portatile ecc ecc), il percorso “salute” e le monumentali e raffinate leccornie della colazione e cena, c’è il rischio di rinchiudersi in albergo..
Arrivati a Trento, una dolce fanciulla dell’Avis ci preleva alla Stazione e dopo aver sbrigato le partiche del caso prendiamo in consegna la comodissima C3 ed arrivo a Moena 55 minuti dopo.
L’affascinante signora Sommavilla ci presta una stanza per cambiarci e ci fornisce al volo uno Skipass ( nuovissimo servizio..) Alle 10.40 sono all’arrivo della funivia Valbona al Lusia. Scendo da Sandro (Niko Sport) ed affitto gli amati Atomic ad un prezzo che mi ci vorrebbero 15 anni di settimane bianche per ripagarli se li avessi comprati. Cinque minuti di contorsioni per riprendere confidenza con gli scarponi e giù per le Fiamme Oro. Una volta era una pista nera per cuori d’acciao.. ora a metà ci scappa sempre un urlo di felicità... questi ragazzi che lavorano di notte tengono le piste costantemente perfette.. un sogno per tutti gli sciatori patiti come me. Poi si va di corsa a Bellamonte in comode e calde seggiovie con le protezioni antivento. La località deteniene il rekord della pista rossa più lunga (tre tratti si seggiovia veloce..). Sembra fatta apposta per ritrovare il ritmo senza rischi. Quando ti ritrovi i soliti due Mastini attaccati ai quadricipidi occorre fermarsi per la pappa. Non ci sono dubbi .. si va alla Malga Pozza (con tanto di vacche..) sotto l’arrivo “Le Cune” e ci si spara una “fortaja” bollente.. ( si tratta di un dolce fatto in casa che sembra un piatto di spaghetti... una bontà devastante... )
Dopo aver assimilato il vino rosso del luogo si riparte .. senza esagerare visto che è il primo giorno (e già che ci siamo torniamo da Sandro per testare un altro paio di sci..)
Alle 16.30 una deliziosa hostess ci immette nel percoso salute... Bagno Romano, frigidarium, tiepidarium con nebbia ai profumi, Sauna, arifrigidarium, riposo su lettini caldi, piscina e tiepidarium con massaggio..
Il giorno dopo alle 9.30 siamo al capiente parcheggio di Campitello... Salita veloce al Col Rodella (con la nuova funivia superveloce grande come un vagone ferroviario ) e scavalcato il Passo Sella costeggiamo le enormi pareti del Gruppo verso la seggiovia che porta in cima allo assolato Piz Setur (che messo fra il Gruppo del Sella ed il Sassolungo ha forse una delle viste più belle al mondo..). Poi giù verso Plan de Gralba e con un tiro di funivia ci si ritrova in una attimo al Piz Sella. E qui attenzione alle trappolette. La pista di collegamento è “dietro” l’arrivo della funivia e si tratta di una nera tostarella .. Superati i primi cinquanta metri di muro tenersi sempre a destra (per non finire all’Alpe di Susi.. ) fino alla nuova seggiovia accanto al rifugio Vallongia (le minestre più buone delle Dolomiti..). Due minuti scarsi e ci si ritrova finalmente in vetta al Ciampinoi dove occorre fare una scelta .. o si scende a destra per la rossa per Selva o si va verso S. Cristina con la mitica Saslonch. Ci buttiamo a sinistra fra le solite gobbe dell’inizio pista ed evitiamo la nera della coppa del Mondo, sempre ghiacciata, con la variante rossa, anche per rivedere il bellissimo Castel Gardena. All’arrivo una sorpresa ... la funicolare sotterranea Val Gardena Ronda Express che in tre minuti ti porta al Plan de Tjeia da dove parte la lunghissima cabinovia del Seceda...
Arrivato su un bel Ciccolato caldo sulla fantastica terrazza e poi vai!!! si scodinzola per la esagerata pista del ritorno completamente al sole.
Attenzione... da qua si fa sempre l’errore di sottovalutare il tempo ... gli impianti da riprendere sono 7 e nonostante la micidiale “ancora” della Città dei Sassi sia ora sostituita da una seggiovia, in alta stagione c’è sempre la fila...
Per la strada del ritorno in macchina ci si parano davanti le luci dell’Alloch... la pista illuminata di Pozza di Fassa... e qui bisogna prendere un dura decisione... rimanere in tuta, mangiare prestissimo ed alle 21 continuare la giornata sciistica o mollare tutto per il “percorso salute.” in albergo ?
Che ci frega... facciamo tutte e due...
Sciare di notte è un’esperienza unica.. La Neve ha una temperatura e consistenza incredibilmente perfette per chi ha adottato le nuove tecniche dell’Anticipo ed Angolazione.. ed i Caving sembrano fatti apposta... praticamente si scia sui binari... Da non perdere, anche per l’atmosfera fatata che si respira.. (con vin brulè finale..)
Il giorno dopo, con molta calma... arrivo alle 10 alla partenza del “Lupo bianco” (sopra Canazei) che ci evita di prendere tre impianti ed una discesa per scavalcare il Belvedere .. Ci pappiamo la lunga e fredda discesa fino ad Arabba, resistiamo alla tentazione della nera di Porta Vescovo ed arriviamo fino al Passo Campolongo attraverso l’unica maglia zoppa del sistema della Sella Ronda.. (occorre togliersi gli sci e servirsi dei più antiquati impianti della regione..
Se gli 8km!! del Lagazuoi fossero stati aperti saremmo saliti sui colli Cherz / Pralongià per la lunga discesa fino all’Armentarola..
(panorama dall'Armentarola)
cosi prendiamo la seggiovia che porta al Crep de Mont, appena sotto l’arrivo della funivia del Boè. Si scende con la magnifica pista fino a Corvara per riprendere appunto la cabinovia Boè perché il rito della nera del Vallon venga rispettato.
(Sullo sfondo la pista Vallon)
La seggiovia che si raggiunge oggi con una comoda manovia, porta ad un laghetto ghiacciato appena sotto i 2950 del Sas de Mesdi. Da li parte una delle poche piste nere nervose che sono rimaste sulle Dolomiti .. una vera gioia da non perdere per chi sa sciare. Si ridiscende a Corvara e per portarsi dai 1600 metri ai 2076 di Piz la Ila occorre prendere tre noiosi impianti con ben poco da sciare.. ma c’è un premio.. La Gran Risa. In genere non amo le nere ma questa ha un fascino particolare... e “tocca falla”... Si risale ed invece di tornare a Corvara si prende la seggiovia per il colle “La brancia” e di la si scende dolcemente fino alla Negerhutte.. (capanna nera..) dove scatta un’altro dolce rito: un bombolone caldo ricorperto di vaniglia, G E R M K N O D E L, che qui fanno alla perfezione..
(la "cappanna nera" e sullo sfondo il Sella)
Dopo si scende ancora fino a Corvara (evitare i tre impianti del Pralongià lunghi e freddi ) e si risale fino al Boè ..
(corvara vista da Colfosco)
destanazione Arabba con la bella pista Bec de Roces. Qua ci tocca salire fino a Porta Vescovo ed afforntare il primo tratto ghiacciatissimo data l’ora tarda perchè la seggiovia di collegamento verso Canazei è chiusa.. Con le nuove seggiovie veloci con la cupola (al posto di quelle gelatissime...) si arriva sotto il Pordoi... giu per il Belvedere/Lupo Bianco e dopo una mezzora a casa
La sera i Sommavilla tirano fuori effetti speciali con piano bar in ristorante e cena di gala... e gli do un po’ giù con un Nero d’Avola.
Il quarto e ultimo giorno è il turno del Col Margherita al Passo S. Pellegrino , fatta la mattina presto è una roba da piangere per la contentezza... arrivi giù che ti pare di essere Dio.. Il passo è un posto infernale quando è brutto tempo.. ma con il sole non ha rivali e la neve ha una consistenza perfetta.
Qualche anno fa è stato fatto un doloroso “taglio” alle piste di collegamento verso Falcade. C’era un pista magnifica che si snodava da Passo Valles ( sede di un rifugio fantastico raggiungibile anche in macchina attraverso il più solitario e “naturale” dei passi..), passando per un bosco incantato. Appena sottto le Pale di S. Martino si innestava nella bella e lunga blu che porta diretta a Falcade. Adesso la pista di collegamento passa dalla parte opposta ed è servita da un moderno impianto a sganciamento. Il comprensorio non è provvisto di molte piste ma hanno il pregio di essere assoltate, quasi sempre deserte e godono della stessa qualità di neve del Passo.
(un posto perfetto per i bimbi..)
In più, sulla strada del ritorno, il rifugio Laresei offre una tale quantità di prelibatezze che varrebbe la pena di arrivare fin li anche a piedi..
La giornata va “terminata” cambiando versande al Passo per cogliere gli ultimi raggi del sole presso gli impianti di Cima Uomo dotati di piste lunghissime e vaste come l’intera montagna (abbiamo praticamente inaugurato la nuova splendida nera con un pezzo da 50% di dislivello..)
Sono le 15.45... Maurizio e Patrizia ci hanno gentilmente concesso una stanzetta di “appoggio”, pago il conto senza neanche la guardare la ricevuta perchè so che neanche un centesimo è andato sprecato e ci incamminamo verso Trento. Il treno del Brennero è come al solito in ritardo.. ma basta farci l’abitudine. Alle 08.00 del giorno dopo sono operativo nella Capitale ed ho consumato solo quattro giorni in luogo dei 6 tradizionali.
A proposito.. in tutto l’enorme comprensorio del Dolomiti Superski non eravamo più di duemila persone.. Il 27 dicembre alle dieci del mattino in ognuno dei dieci “gate” del Giro ne saranno già saliti 4000....