INCUBO RITARDI NEI CIELI D'EUROPA
Con l'aumento del traffico aereo crescono i ritardi dei voli. Ormai sembra essere una costante in tutta Europa con punte in alcuni aeroporti e in specifici periodi dell'anno.
Soprattutto in Italia la situazione è divenuta insostenibile  in particolare dal 24 marzo scorso quando sono iniziate le operazioni militari Nato contro la Serbia: le rotte dell'aviazione civile sono state improvvisamente occupate dai velivoli militari creando il caos. E la situazione non accenna a migliorare ora che la guerra è finita. Molte aerovie, infatti, continuano ad essere impegnate per usi militari. Le cose non potranno che peggiorare nelle prossime settimane quando, in concomitanza con l'avvio delle vacanze, il traffico nel nostro spazio aereo crescerà ulteriormente.
Secondo un rapporto dell'Aea, l'associazione delle compagnie aeree europee, nel periodo gennaio-marzo 1999 i voli partiti con oltre un quarto d'ora di ritardo sono stati il 28,3%. E a marzo il 33,4.
L'aeroporto che in Europa accumula i maggiori ritardi, sia in arrivo che in partenza, è Milano Malpensa con il 56,3% dei voli fuori tempo massimo.Seguono Ginevra, Monaco, Oslo, Roma Fiumicino, Amsterdam, Parigi e Madrid.Lo scalo con minori ritardi è quello di Dublino (con il 4%) ma anche grandi aeroporti come Londra Heathrow o Francoforte non se la passano poi così male.
I maggiori timori sono per le prossime settimane. In estate in Italia il traffico aereo aumenta  di oltre il 25% contro una media del 5,5 nel resto d'Europa. E il traffico che il prossimo anno sarà generato dal Giubileo potrebbe portare alla paralisi.
Ma di chi la colpa di questa situazione?
Non certo dei vettori, che, anzi, sono danneggiati almeno quanto i passeggeri se si considera che ogni ora di ritardo costa alla compagnia circa mille dollari.
Primo responsabile dei ritardi di questi ultimi mesi è stato il consegstinamento del traffico dovuto all'evento bellico in Serbia. La precedenza nell'uso degli spazi aerei è sempre andata ai velivoli militari e quelli civili non hanno potuto far altro che aspettare.
Poi, però, c'è un problema meno episodico, quasi fisiologico. E qui viene chiamato direttamente in causa l'Enav, l'ente nazionale di assistenza al volo.  Soprattutto non avrebbe adeguato il proprio personale, che infatti risulta insufficiente, all'aumentato traffico. E che poi opera con lo stesso organico per tutto l'anno sia nei periodo di minor traffico che in quelli di maggior intensità di voli.
Ma anche il congestionamento dei principali aeroporti ha la sua parte di responsabilità. Concentrare i voli in un unico scalo determina attese.  Per questo una soluzione appare smistare i voli anche sugli aeroporti minori.
Si noti in proposito che mentre Malpensa è in testa alla classifica dei ritardi l'ormai decongestionato Linate conta assai meno ritardi di Zurigo o Francoforte.
A livello europeo vengono invece chiesti adeguamenti a Eurocontrol il centro che da Bruxelles pianifica i voli in tutto il continente. Oggi dei suoi 33 membri ben 21 utilizzano piattaforme informatiche differenti con tutte le conseguenti difficolta di comunicazione e interazione.

Poi c'è il problema dei bagagli

Non bastassero le lungaggini per i decolli e gli atterraggi, il nostro povero passeggero deve poi vedersela anche con i ritardi nella consegna dei bagagli.
Tutti ricordano quanto avvenuto a Malpensa all'indomani dell'inaugurazione dell'aeroporto (era il 25 ottobre scorso) bagali smarriti, mai imbarcati, mai giunti a destinazione. Ora la situazione è notevolmente migliorata. A maggio a Malpensa sono transitati 554.205 passeggeri. Il tempo medio di consegna bagagli è stato da un minimo di 15 minuti per il primo a un massimo di 31 minuti per l'ultimo. Ma parliamo di tempi medi e ci sono state eccezioni (in meglio e in peggio...).
Quanto ai bagali smarriti, sempre a maggio sono stati 6.903 di cui 3.327 per cause attribuibili direttamente alla gestione aeroportuale.
Il fatto è, però, che tra ritardi nei decolli e atterraggi e tempi di attesa per l'imbarco e la riconsegna dei bagagli passa sempre molto, spesso troppo tempo.  Tempo che alla lunga finisce col vanificare l'indubbio vantaggio del mezzo aereo soprattutto per viaggi di corto e medio raggio.