TEMPO DI
VENDEMMIA, TEMPO DI ENOTURISMO![]() L'autunno è la stagione tipica per fare enoturismo, una passione, più che una moda, che da alcuni anni sta prendendo sempre più piede anche in Italia sulla scorta di quanto già avviene in altri Paesi europei e negli Stati Uniti. Ma cos'è l'enoturismo? "E' una nuova forma di escursionismo - spiega Donatella Cinellli Colombini, presidente e fondatrice del Movimento del Turismo del Vino - che ormai contrassegna tutte le stagioni dell'anno, in particolare l'autunno e la primavera. E' uno strumento formidabile sia per accrescere la reputazione e l'immagine dei vini sia per incrementare il flusso dei visitatori nei territori ad alta vocazione vinicola". Il 3 aprile 1993 è la data di nascita ufficiale del Movimento del Turismo del Vino, destinato ad un gran successo anche in Italia (come peraltro già avviene in Francia e California). Il Movimento del Turismo del Vino è un'associazione nazionale che ha tra i suoi scopi principali quelli di: rendere più responsabile il consumo del vino, insegnando a scegliere; incrementare l'immagine e il prestigio dei vini italiani, specie quelli di alto livello qualitativo che hanno bisogno di essere sostenuti anche in funzione della crescita della domanda commerciale a loro rivolta; accrescere le possibilità commerciali delle cantine sia mediante
vendite dirette che attraverso il normale circuito commerciale; creare prospettive
di sviluppo economico per le aree ad alta vocazione vinicola.Si calcola che ogni anno oltre 2 milioni e mezzo di enoturisti vistino le cantine italiane, coprattutto durante le giornate promozionali che periodicamente organizza il Movimento del Turismo del Vino (La più nota è "Cantine aperte" che si tiene a maggio). L'enoturista "tipo" è straniero (tedesco), maschio, un'età dai 26 ai 45 anni, una buona posizione economica e professionale, ama acquistare vino e prodotti alimentari tipici direttamente in azienda e preferisce la visita ad un territorio dove può trovare arte, natura, vino e buona cucina. Le Strade del Vino Un aiuto fondamentale allo svluppo dell'enoturismo in Italia potrà esser offerto anche dal progetto "Le Strade del Vino". Si tratta di percorsi (per il momento in gran parte in fase di studio e di elaborazione) lungo i quali ci sono cantine aperte al pubblico con i propri vigneti, centri abitati, musei, edifici storici e di interesse artistico, attrattive naturalistiche e sportive, ristoranti tipici, alberghi, artigiani, che fanno capo a uffici di promozione turistica e vengono valorizzati con depliants, strumenti telematici e multimediali. L'Italia, disciplinando con una legge le "strade del vino", si appresta anche a tutelare e valorizzare i suoi territori vitivinicoli, facilitandone la fruizione e la comprensione sotto forma di offerta turistica, il recupero dell'ambiente e delle tradizioni rurali, l'incremento dell'occupazione e l'educazione ad una corretta alimentazione e consumo del vino. Il progetto "Le Strade del Vino" nasce dalla volontà di far conoscere i percorsi che attraversano le zone a vocazione vitivinicola del nostro Paese e dall esigenza di rendere più responsabile il consumo del vino proponendo, inoltre, uno sviluppo turistico attuato nel rispetto dell'ambiente e del patrimonio culturale. "Le Strade del Vino" favoriscono l'incremento qualitativo dei prodotti e ne evidenziano il carattere tipico. Ma al di là di quelle che saranno le strade del vino "ufficiali" il bello dell'enoturismo è anche la possibilità di fare da soli. Così è certamente possibile che ciascuno si faccia le proprie "strade del vino" con percorsi studiati individualmente sulla base dei propri gusti e delle proprie preferenze. Basterà scegliere una zona e tracci are un percorso
che comprenda cantine, vigneti, siti comunque legati al vino, al suo mondo, alla
sua storia.Una ricchezza enorme di questa nostra Italia che merita sicuramente di essere ulteriormente valorizzata e sfruttata. I vini toscani |