Assemblages: restituzioni e metamorfosi

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Su questa massima di Antoine Lavoisier si fonda l’ispirazione artistica di Michela Fontana, che raccoglie materiali abbandonati, legni, frammenti di plastica, ferri, e li restituisce alla vita in nuove forme. Un bric-à-brac disseminato lungo le spiagge di Creta, della Val Tidone, di Milano, i luoghi dove Michela Fontana trascorre la maggior parte del suo tempo. Oggetti destituiti della loro funzione e destrutturati che in una sorta di nemesi tornano trasformati in nuovi significati, restituzioni e metamorfosi.

Dal 16 al 24 novembre al G LAB di Milano (via Giannone, 4) sarà esposta una selezione delle opere dell’artista, offrendo una vivace panoramica di composizioni polimateriche di varie dimensioni, testimoni delle tensioni, delle contraddizioni ma anche delle speranze del nostro tempo. Ed ecco allora “Il sorriso dell’orso”, un orsetto di pezza giallo abbandonato sulla spiaggia, tragicamente sorridente e adagiato a una casetta piena di capelli fatti di reti da pesca.  Oppure “Aleppo”, un tempio di schegge e colonne che reggono ormai un’evanescente sottilissima rete di ferro. Un mondo impazzito ma anche ironico con “Scienziati dilettanti”, una coppia di biologi improvvisati che si aggirano con strumenti scientifici improbabili, e personaggi dagli stravaganti copricapi e dalle fantasiose capigliature.



Michela Fontana crea le sue opere con mano sicura, con la stessa precisione con la quale ha svolto il lavoro di giornalista scientifica, di saggista e di scrittrice. Ha vissuto e lavorato quindici anni fra l’America del nord, la Cina e l’Arabia Saudita. Il suo libro Matteo Ricci un gesuita alla corte dei Ming, tradotto in inglese, francese e spagnolo, ha vinto il Grand Prix de la biographie politique nel 2010 ed è stato ristampato in questi giorni sempre per i tipi della Mondadori. La sua opera più recente è Nonostante il velo; Donne dell’Arabia saudita (VandA.epublishing) sulla condizione delle donne nel paese arabo.

Assemblages, restituzioni e metamorfosi

16-24 novembre

GLAB  – via Giannone, 4 – Milano

Ingresso libero dal lunedì al venerdì – h. 10-18 / 15-19

Sabato su richiesta. Tel 02 33604110

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