Turismo ed Unesco al Santa Maria della Scala

Non mi ricordo se nella lista infinita delle cose da fare dentro il che ho sentito proporre negli ultimi vent’anni, qualcuno avesse inserito anche una fiera o borsa del turismo. In ogni caso quest’anno ci sarà: dal 22 al 24 settembre sarà proprio l’antico spedale in Piazza del Duomo ad ospitare il World Tourism Unesco, ovvero il salone del turismo dedicato ai siti inseriti nella Lista del patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco, che lascia Padova dopo tre anni per approdare appunto a Siena. Che, del resto, è la provincia che conta ben 4 dei 53 siti Unesco presenti in Italia: il centro storico di Siena, appunto, San Gimignano, Pienza e la Valdorcia.
Un risultato politico voluto da Regione Toscana e Toscana Promozione Turistica e che sicuramente il Comune di Siena può annoverare con orgoglio, visto che è la prima volta in assoluto che un appuntamento di questo genere si svolge nella nostra città.
Tutti i dettagli ed il programma lo trovate sul sito http://www.wtunesco.com/it/. Qui mi preme segnalare che il Salone, al quale hanno aderito siti Unesco non solo italiani ed oltre 90 tour operator ed agenzie di viaggio provienenti da Usa, Canada, Spagna, Francia, Belgio, Olanda, Germania, Austria, Svizzera, Russia e Regno Unito, è aperto al pubblico ed è ad ingresso gratuito, proprio per essere un’occasione di conoscenza per tutti. Perché la lista del patrimonio mondiale dell’umanità include cose conosciute a tutti – si pensi al centro storico di Firenze o alla piazza dei Miracoli a Pisa – ed altre cose che sono invece sconosciute, ma che l’Unesco ha voluto tutelare proprio per la loro bellezza, unicità e importanza storica e culturale.



E non meno intenso è il programma di incontri, seminari e presentazioni che faranno di Siena e del Santa Maria della Scala un luogo di dibattito e di elaborazione culturale, turistica e politica, che – questo è la mia speranza – possano andare oltre il limite di domenica 24 settembre e assumere invece un carattere permanente, con conseguenze concrete e visibili.
Perché troppo spesso eventi anche interessanti, sono una “medaglia al petto” per gli organizzatori e le amministrazioni pubbliche che li ospitani, ma finiscono per esaurirsi nei pochi giorni della manifestazione, senza che poi nulla accada per un anno intero. Quando invece, sui siti Unesco in Italia, in Toscana e in provincia di Siena, si potrebbero elaborare ed applicare politiche innovative e di avanguardia.

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