Nuove atmosferea a Castel THUN

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A sei anni dalla’inaugurazione, il maniero trentino si presenta ora al pubblico con alcune novita’ nella’allestimento.
Alla base una ricerca storica ed artistica che ha voluto ricreare le atmosfere del passato quando il castello era abitato dalla nobile famiglia Thun.
Passeggiando tra i piani nobili si ha la sensazione di essere in una residenza aristocratica che sembra ancora vivere, e non in un museo. Nella Sala degli Antenati una sontuosa tavola apparecchiata con porcellane e vetri da’epoca ci riporta alle fastose cene di un tempo; in molte stanze sono state aggiunte opere da’arte tra cui sculture, alabastri, candelabri, dipinti, documenti, che rendono ancora pia’ affascinante questa residenza.

Nei giardini a sud di Castel Thun a’ stato ricreato il giardino delle rose mentre a nord, alla’ingresso, sono stati posizionati nuovi alberi. a’Da vedere la nuova installazione de Il principe e la sirena di Francesco Pisanu, collocata sotto la torre della Biblioteca. Opera multimediale in cui la tecnologia digitale si sposa col teatro fiabesco del Settecento, caratterizzandosi con musiche di scena avvolgenti, proiezioni multilivello, scenografie fisiche e virtuali, suggestioni olografiche e tridimensionali spazializzate nei sotterranei del castello.
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Alla fine del Medioevo la famiglia Thun era gia’ vasta e ramificata, ricca e potente. Possedeva in Trentino e in particolare in Val di Non una rete strategica di castelli e fortezze, fra cui il maniero di Thun, che domina la valle circostante da un osservatorio privilegiato. Dopo il tracollo delle fortune del casato trentino, che determina’ nel 1871 la vendita del palazzo di citta’ al Comune di Trento, il castello passa’ nel 1926 al ramo boemo della famiglia, che non solo mantenne la’uso residenziale, ma contribua’ alla conservazione della’edificio e alla’arricchimento della’arredo. Rinascimento, Settecento, Impero e Biedermaier convivono nelle sale: secretaires, cassettoni a ribalta, stipi, divani, stufe ad olle, argenteria, vetri da tavola, armi bianche, forzieri, carrozze, slitte, oltre a dipinti della scuola dei Bassano, quadri di Giambattista Lampi, Crespi, Garavaglia, Procaccini, Bergler fanno di questa dimora un gioiello da scoprire. Alla scomparsa di Zdenko Franz Thun Hohenstein, la Provincia di Trento decise di acquisire il castello, nel 1992, entrando in possesso non solo di un monumento, di uno scrigno di memoria, ricco di collezioni da’arte, di una preziosa biblioteca, di uno straordinario archivio, ma anche della’aura della vita vissuta, per secoli, da una stirpe illustre che segna’ con le sue vicende la storia trentina e mitteleuropea.
Max D’Amato