Nel Parmense un museo su petrolio e energia

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Sono passati piu’ di 100 anni da quando, agli inizi del ?900, veniva scoperto nella frazione di Vallezza, in provincia di Parma, un consistente giacimento petrolifero. Da allora il piccolo borgo trasforma la propria vocazione contadina in cultura mineraria, e gran parte della popolazione trova nuovo impiego nella nascente industria estrattiva. Vita rurale e cultura industriale si intrecciano indissolubilmente all’interno di un luogo il cui fascino deriva da fattori ambientali, ma anche dalla storia estrattiva, generando una condizione unica, uno straordinario esempio diu’coesistenza tra attivitu’ estrattive, agricole e produzioni enogastronomiche di altissima qualitu’.

Mu.PE, Parco Museo del Petrolio e delle Energie, u’ il progetto di valorizzazione turistica e culturale di un paesaggio ricco di identitu’, per rinnovare l’identitu’ storica di un territorio e immaginare un futuro di crescita per l’Appennino, configurando un programma di accessibilitu’ culturale, materiale e digitale al territorio.
Mu.Pe trasformau’un’antica miniera di petrolio eu’gas oggi non piu’ in attivitu’ ed immersa nel pregevole paesaggio appenninico di Fornovo Taro, in un luogo collettivo e inclusivo, dove il museo u’ spazio pubblico da fruire abitualmente, laboratorio di memoria e cultura locale, scuola di ambiente e access point nonchu’ elemento di valorizzazione turistica del territorio.u’Il patrimonio eccezionalmente integro di reperti di un’industria mineraria che per decenni ha assicurato occupazione e che ci riporta ai metodi estrattivi dei pionieri emiliani dell’estrazione nei primi anni del 1900, oggi du’ modo di riflettere sul paesaggio, sulle ricchezze della biodiversitu’ locale e sulle varie fonti di energia necessarie per il futuro del pianeta.
Nuovi itinerari propongono un’esperienza di scoperta del paesaggio culturale in un’ottica di valore turistico ed economico ed estendono la visita ai parchi e alle riserve naturali della Regione Emilia Romagna, grazie alla proposta di una mobilitu’ lenta, attrezzata e digitalizzata.u’La destinazione ha giu’ configurato una solida rete tra stakeholder e puu’ attivare un potenziale turistico di grande valore culturale con significative ricadute occupazionali.
Sull’ex area mineraria di Vallezza a Fornovo, della quale u’ proprietario dall’anno 2004 il gruppo energetico emiliano Gas Plus, dopo le celebrazioni del centenario, avvenute nell’anno 2005, u’ attivo dall’anno 2011 un programma di studi e indagini territoriali, storiche e scientifiche, che ha coinvolto il Dipartimento di Ingegneria Civile, dell’Ambiente, del Territorio e Architettura dell’Universitu’ di Parma, con il Laboratorio di ricerca AMR – Architettura Musei Reti, e che nel 2013 ha beneficiato di un primo Finanziamento da parte del Ministero dell’Istruzione, Universitu’ e Ricerca per la diffusione della cultura scientifica e tecnologica.
IL PERCORSO
Nel 2015 il Comune di Fornovo di Taro e Gas Plus hanno approvato uno studio di fattibilitu’, coordinato scientificamente dal laboratorio AMR, volto a realizzare un nuovo polo turistico, culturale con interessi tecnico scientifici, storici e naturalistici, sull’ambito territoriale che la normativa urbanistica storica della Regione Emilia Romagna, recepiva giu’ negli anni Novanta come Area Studio Museo del Petrolio. MuPe2
Il recupero dell’area di archeologia industriale, ex miniera per l’estrazione di gas naturale e petrolio, interviene sui due edifici industriali definiti u’Officineu’, sull’area verde intorno, sull’impianto u’Centrale di pompaggio n.3u’ e sulla rete sentieristica ciclo-pedonale che connette le ciclovie regionali dei parchi del Taro e dei Boschi di Carrega con la Riserva del Monte Prinzera attraverso l’area del Mu.PE.
Il progetto conserva e valorizza due edifici esemplari del patrimonio di archeologia industriale d’inizio novecento per l’estrazione di gas e petrolio, e vi allestisce un museo e laboratorio didattico sulle energie del passato e del futuro. Il nuovo uso degli edifici, anche nella qualitu’ edilizia, u’ un modello d’intervento di transizione dalle fonti fossili alle rinnovabili.
Si propone un modello di spazio pubblico senza barriere nella natura, che apre la visita del museo al paesaggio culturale e alle reti d’interesse. Si supera la definizione di ?barriere architettoniche? vista come mera applicazione di riferimenti normativi, per approdare a un modello di ?progettazione per tutti?, punto di forza in una attuale nozione di accessibilitu’ e fruibilitu’. La composizione degli spazi privilegia il concetto di accessibilitu’ come diritto, e lo esprime con soluzioni tecniche e compositive volte a favorire al massimo grado la fruibilitu’ del progetto indipendentemente dalle condizioni fisiologiche dell’utenza, mentre l’architettura si fa carico di una necessaria missione di inclusione sociale.
Mu.PE si configura come una destinazione innovativa e un luogo dove provare emozioni ed esperienze ad alto contenuto simbolico.

Attraverso quattro sale espositive tematiche e uno spazio di laboratorio e workshop, le energie, dai fossili alla sostenibilitu’, propongono esperienze creative e narrative, socialmente ed emotivamente coinvolgenti, dalla visita alla Ex Miniera, alla scoperta immersiva della Centrale di pompaggio.u’Sfruttando la posizione di cerniera della nuova destinazione rispetto alle risorse naturali e culturali di pregio del territorio, si costruisce una rete di persone, infrastrutture, informazioni, per favorire la scoperta.
Si avviano capacitu’ sinergiche che favoriscono opportunitu’ di crescita economica: una nuova mobilitu’ ?lenta? ed attenta alle esigenze del turismo natura; l’incremento della densitu’ digitale e l’adozione del Wi-fi e del web come strumenti innovativi che minimizzano l’impatto sul territorio e massimizzano le interazioni sociali sia one-to-many sia many-to-many; l’attuazione di politiche e buone pratiche di coordinamento sinergico tra poli d’interesse e filiere produttive, imprenditoriali e gestionali.
L’offerta turistica, cosu’ differenziata e arricchita, grazie alle sinergie attivate, aumenta competitivitu’ e appetibilitu’ dell’area con positive ricadute economiche territoriali e con la possibilitu’ di attivare collaborazioni e sinergie successive ampliando il raggio d’azione l’attrattivitu’ anche a livello internazionale. Il contesto territoriale si propone come straordinario esempio di coesistenza tra attivitu’ estrattive, agricole, economiche e produzioni di alta qualitu’ enogastronomiche tipiche della ?food valley? emiliana.Ci si attende un numero di visitatori stimato in almeno 4000 unitu’ all’anno, con ricadute proporzionali su arrivi e presenze, influenzando in particolare i comparti agroalimentare, ristorazione e ricettivitu’.
http://www.museodelpetrolio.it