Il wine factor di Spino Fiorito

Passaggio del testimone al Castello Malaspina di Massa: la Provincia consegna idealmente le chiavi delle ‘Piccole, Grandi Italie del bicchiere’ al Comune che, in collaborazione con l’Istituto Valorizzazione Castelli, si occuperà della gestione della rassegna biennale in difesa del vino e degli alimenti di alta qualità e di limitata quantità.
Per il resto, la IX edizione di Spino Fiorito, in programma dal 22 al 25 aprile, non cambia mission, anzi la rafforza declinando il fattore vino a 360°, con convegni mirati ed espositori di tante regioni.
Come sempre, nelle splendide sale e sugli spalti, da cui si gode una vista che abbraccia le Apuane e il mare, dal promontorio del Corvo fino a Livorno, il pubblico potrà visitare gli stand ed apprezzare vini nobili locali e di mini-zone di altre regioni, che saranno accompagnati da rare bontà, come i formaggi pugliesi, l’olio del trapanese e le tipicità del comprensorio: il miele Dop della Lunigiana, il testarolo, il pane Marocca, il biroldo, il lardo di Colonnata Igp.
Al Castello, le degustazioni saranno allietate da spettacoli in costume storico dell’Associazione del Ducato, con esibizioni di arcieri e sbandieratori; danze rinascimentali, cantastorie e mostre artistiche.
Nella tarda mattinata della domenica, nel Salone di Rappresentanza del Castello Malaspina, verranno assegnati, come di consueto, i Premi dello Spino Fiorito d’oro e quelli d’argento ad un produttore, un enologo e un giornalista che si sono distinti con il loro impegno professionale a favore del made in Italy alimentare, a livello nazionale e locale.

Max D’Amato

 

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