La Ferrovia Retica compie 125 anni

Viaggiare sui suoi vagoni rossi è un’esperienza indimenticabile. La Ferrovia retica gira in lungo e in largo la Svizzera, tra alcuni dei paesaggi montani più belli del mondo. Quest’anno ricorrono i 125 anni dalla sua costruzione, avvenuta nel 1889.
L’idea di creare questa grande strada ferrata dove prima c’erano solo sentieri, tra dirupi e passi, è nata da un grande imprenditore olandese, Willem Jan Holsboer (1834-1898) che per primo capì che quel grande territorio alpino aveva bisogno di un mezzo di trasporto che lo solcasse.


Oggi invece la Ferrovia retica porta genti e turisti, insieme, in giro per i luoghi più belli delle Alpi svizzere. E’ la ferrovia più alta del mondo senza cremagliera, dato che raggiunge una stazione a 2.253 m. e probabilmente anche la più bella, dato che ben due dei suoi tratti sono patrimonio mondiale dell’Unesco dal 7 luglio 2008.
La ‘Ratische Bahn’, la Ferrovia retica, è solcata dal famoso Trenino rosso a scartamento ridotto che ancora oggi percorre una specie di anello incantato che ruota intorno a St.Moritz. Prima che ci fosse la ferrovia, questa zona del territorio elvetico, che si sviluppa quasi interamente nel cantone dei Grigioni, era già un luogo di passaggio. In questa regione, infatti, per secoli, viaggiatori diretti dal Sud al Nord delle Alpi, da Est a Ovest dell’Europa, provenienti dai villaggi e dagli abitati svizzeri, austriaci e tedeschi, si muovevano utilizzando strade sterrate e sentieri.
Un percorso che si snoda per quasi 400km, in salita senza alcuna cremagliera, tra opere ingegneristiche ardite, come il Landwasser viaduct, il ponte ferroviario più fotografato al mondo, il tunnel del Vereina (16 km) e dell’Albula (6 km), o il viadotto circolare di Brusio, dove il trenino rosso scivola quasi come su un ottovolante. La ferrovia scorre su un binario unico, che raddoppia in prossimità delle stazioni per far transitare i treni, ovviamente scaglionati nei due sensi dai precisi orari svizzeri, che spaccano il minuto per antonomasia, e ancora oggi sono un vanto non solo delle ferrovie ma di tutti, un orgoglio sociale.
La ferrovia, da rete di trasporto pura e semplice, in un secolo e mezzo si è molto sviluppata e ha portato dapprima alla sinergia con una delle risorse storiche della zona, le acque termali, creando sulle prime un “turismo dei luoghi di cura” d’antan. Poi con la crisi del 1914 e il declino della Belle Epoque ha lasciato piano piano spazio prima a un turismo d’elite, tra le due Guerre e poi, negli Anni ’50 la ‘democratizzazione’ delle vacanze ha portato masse di persone a voler visitare la svizzera, e a sciare sulle Alpi. E’ cominciato in questo modo, anche sulla ferrovia svizzera, il turismo di massa, in continuo incremento grazie alla filosofia della “vacanza che comincia in treno” e a una fruizione popolare, che è rimasta il cuore della strategia di marketing di una realtà che riesce ancora oggi a coniugare servizio, turismo e cultura.
 
Per saperne di più http://www.bahnmuseum-albula.ch/

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