Viaggi aziendali tra tagli e nuove destinazioni

E’ stata presentata la nuova edizione della Business Travel Survey, ricerca realizzata da Uvet American Express. Nel 2012 in diminuzione il costo medio dei biglietti aerei e ferroviari (alta velocità) sui collegamenti nazionali. Cambia il set delle principali destinazioni internazionali Business Travel, con l’aumento dei volumi di traffico aereo verso Sud Africa, Emirati Arabi e Sud America.
La crisi economica nel 2012 ha fatto sentire i suoi effetti: il trend di spesa ha segnato una leggera decrescita di poco inferiore all’1%. La caduta del PIL ha avuto un effetto molto importante sulle scelte aziendali. Le aziende hanno cercato nuovi mercati, in particolar modo andando verso i mercati oltre oceano. Osservando il traffico aereo, è emerso che il traffico intercontinentale ha registrato un aumento rispetto al 2011, in termini di volumi del 3 per cento, mentre in termini di spesa del 6 per cento. Quello europeo e nazionale hanno invece registrato una forte flessione a causa della crisi economica. Particolarmente penalizzato il mercato nazionale, che ha visto nel 2012 una caduta di circa 10 punti percentuali sia per quanto riguarda il numero di trasferte che le spese di viaggio. La caduta dell’economia ha avuto i peggiori effetti nel secondo semestre, dove neanche il buon andamento del numero di trasferte intercontinentali ha potuto supplire alla debolezza dell’economia italiana ed europea. Negli ultimi due anni il costo medio del biglietto aereo è diminuito del 6% per i voli nazionali, mentre per effetto della concorrenza sull’alta velocità i biglietti ferroviari hanno fatto registrare, nel secondo semestre del 2012, un calo medio di 3 euro. A rilevarlo è la Business Travel Survey 2013 di Uvet American Express, indagine periodica compiuta su un campione di 700 aziende clienti con spese di viaggio comprese tra 20 mila e 15 milioni di euro all’anno. Dall’ultima edizione dell’indagine emerge che i prezzi medi dei biglietti aerei sono rimasti invariati per i voli europei mentre sono aumentati del 2% per i voli internazionali. Analogamente nel 2012 in tutte le principali città italiane il prezzo medio di un pernottamento in alberghi 3 o 4 stelle è in discesa. Firenze ha fatto rilevare la variazione più consistente con 21 punti percentuali in meno rispetto al secondo semestre del 2011 che la fanno diventare città italiana più conveniente con 97 euro medi a notte. Anche negli hotel della Capitale c’è stata una diminuzione notevole: 19 euro in meno a pernottamento che la fanno avvicinare alla soglia dei 100 euro (104). Dieci euro in meno a notte si spende a Genova per una stanza, arrivando appena sotto i 100 euro (99). Più lieve la discesa dei prezzi a Milano (da 128 euro del secondo semestre 2011 ai 125 dello stesso periodo del 2012), più marcata a Venezia (da 166 a 160 euro) che rimane la più cara d’Italia. Napoli è l’unica realtà che ha mantenuto invariato il costo medio degli hotel dal secondo semestre 2011 al secondo semestre 2012: da 101 a 102 euro. “La Business Travel Survey – commenta Enrico Ruffilli, ad di Uvet Amex – conferma il trend degli ultimi tre anni di calo del numero di trasferte all’interno del territorio nazionale (-12%) ed europeo. Rimane costante l’incremento dei voli intercontinentali (+3%) a testimonianza di come le imprese, in questo periodo di crisi, vadano alla ricerca di nuove opportunità fuori dall’area Euro. In questa spasmodica ricerca di nuove frontiere del business le destinazioni sono cambiate ancora nell’ultimo semestre del 2012. E’ calata l’attenzione verso i cosiddetti Paesi BRIC – prosegue l’AD di Uvet American Express – con il solo Brasile in tenuta e la Russia in crescita per tutto il 2012. Interesse crescente per Paesi come il Sudafrica e gli Emirati Arabi ma anche il Cile che raddoppia la propria quota. Così a fronte di un’attenzione calante verso mete tradizionali del business come New York (-19% rispetto al 2011), Shanghai, Pechino, San Paolo, Hong Kong e Mumbai – conclude Ruffilli – prendono quota Santiago del Cile, Johannesburg, Seoul e Città del Messico. Se Milano, seguita a ruota da Roma, resta la meta preferita dagli uomini d’affari, altre destinazioni hanno guadagnato terreno nell’ultimo semestre del 2012 specialmente Bari che ha superato Venezia e insidia da vicino il quarto posto di Genova. Risultano in lieve crescita anche Catania e Napoli, mete più frequentate del meridione per viaggi d’affari.

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