Polonia e Ucraina effetto Euro 2012 per i prezzi degli hotel

Le tariffe alberghiere aumentano in tutta Europa, nelle Americhe e nell’area del Pacifico. Diminuiscono in Asia.

Secondo l’Hotel Price Index di Hotels.com, l’Europa, a causa della crisi e delle incertezze economiche dell’anno passato, ha registrato complessivamente un incremento dei prezzi solo del 2%, il più basso fra tutte le aree prese in esame.
Gli imminenti Europei di calcio stanno però facendo impennare i prezzi nei due Paesi ospitanti. E’ di 623 euro il costo medio di una camera a Kiev la notte del 1 luglio, data della finale della competizione continentale. Aumenti considerevoli, a parte il picco della data della finale, si registrano comunque in tutte e otto le destinazioni nelle quali si disputeranno i prossimi Europei. Danzica, dove l’Italia giocherà la prima partita, è la città più cara, con tariffe medie di 572 euro, Donec’k la più conveniente con listini fermi a 178 euro.
I Paesi con le economie più forti come Svizzera, Norvegia e Svezia hanno trainato la ripresa europea, mentre alcune località italiane e spagnole hanno beneficiato delle scelte dei turisti che hanno preferito evitare le mete colpite dai disordini della Primavera Araba per orientarsi verso zone più sicure.
I maggiori incrementi percentuali, fino all’8%, sono stati registrati nell’area del Pacifico.
I primi segnali di ripresa da parte dell’economia in Nord America, uniti all’incremento della domanda, hanno portato gli operatori del settore alberghiero di quest’area a mantenere invariate o ad incrementare le proprie tariffe, facendo registrare complessivamente un aumento del 5% nei prezzi. In America Latina, il crescente potere economico dei vari Paesi, in particolare del Brasile, ha portato ad una crescita complessiva dei prezzi degli hotel del 4%. Nei Paesi caraibici i prezzi sono saliti del 3% rispetto all’anno precedente, pur rimanendo ben al di sotto della soglia del 2006.
L’unica area in controtendenza in fatto di prezzi secondo l’Hotel Price Index di Hotels.com è l’Asia: i prezzi qui sono infatti scesi del 2% rispetto allo scorso anno. All’interno di quest’area si possono però evidenziare molte differenze a livello regionale: i grandi centri d’affari e congressuali come Singapore e Hong Kong hanno infatti registrato aumenti nelle tariffe grazie alla forte domanda di viaggi corporate e all’apertura di nuove strutture di lusso; altre mete popolari, come alcune destinazioni tailandesi, hanno subito, invece, discreti cali nei prezzi a causa delle estese inondazioni che hanno colpito il Paese. Anche in Giappone sono state registrate importanti riduzioni dei prezzi, dovute non soltanto al terremoto di marzo, ma anche al calo della domanda da parte degli stessi viaggiatori giapponesi.

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