Vacanze più frequenti ma più brevi

 

Cosa faranno e dove andranno gli oltre 30 milioni di italiani che abitualmente si allontanano da casa per le vacanze estive?

Presenze leggermente inferiori al 2010, ma più viaggi, di durata inferiore. Prezzi in linea con lo scorso anno o in aumento, ma anche i budget di spesa aumentano, e dai 670 euro del 2010 si passa a circa 710 euro di spesa media per persona nel 2011.
La 20° Indagine di mercato realizzata da Trademark Italia su un sondaggio nazionale di Ipsos Observer conferma cifre e ricavi simili al 2010, con alcuni interessanti punti di riflessione.
La stagione turistica tende ad accorciarsi e si concentra nei mesi canonici di luglio e agosto, nonostante le fantasie di chi voleva obbligare gli italiani alle ferie forzate fuori stagione pur di spingere la destagionalizzazione del turismo.
Drasticamente ridotte le vacanze nelle città d’arte e di cultura, che sono diventate pure mete escursionistiche
Faranno meno vacanze i giovani nati dopo il 1985 (i più influenzati dalla recessione) e i nati tra il 1965 e il 1984 (la X generation) penalizzati dal carico familiare, dal mutuo casa, dalle responsabilità.
Dovrebbe allungarsi invece il volume delle vacanze per gli italiani appartenenti ad altre generazioni segnate da una maggiore disponibilità di tempo libero.

Il campione di italiani interpellati risponde che:
– il 57,5% resterà in Italia (solito posto, stesso alloggio, anche se non ha ancora prenotato);
– il 29,9% desidera andare all’estero (è sicuro di farlo, ma secondo la ricerca solo il 19% lo realizzerà);
– il 10,5% non ha prenotato, ma la destinazione è già decisa (non l’alloggio);
– il 10% circa ha già deciso e prenotato (il 62% di quelli che hanno scelto le isole ha già acquistato il trasporto).
Complessivamente nel 2011 gli italiani che andranno all’estero per vacanze non saranno più del 19%,
I motivi? Secondo la ricerca due terzi di italiani restano in Italia perchè:
– non parlano le lingue
– sono pigri, abitudinari e non amano le sorprese durante le ferie e le vacanze principali;
– non si adattano a cibi e modi di mangiare diversi da quelli abituali;
– non amano volare e quindi non scelgono destinazioni-volo.

Per quanto riguarda l’andamento delle destinazioni italiane:
– le destinazioni con segno positivo sono Sardegna, Sicilia e poi Veneto e Liguria
– leggera flessione per Romagna, levante Ligure, sud della Toscana, Lazio balneare, Puglia;
– generale flessione per il sud Italia, con una variabile: possibile aumento della clientela internazionale nei villaggi turistici dell’area per ragioni
congiunturali temporanee (la crisi nordafricana);
– decisa flessione per Campania, Calabria, Basilicata, Montagna, città d’arte, laghi e terme; Appennino al –6%;

Rimane alto l’interesse per le località estere vicine, in particolare per Spagna, Grecia, Croazia; cresce l’interesse anche per le destinazioni extraeuropee: destinazione leader gli Stati Uniti con +8,1%.
Non sono stimabili le flessioni di arrivi e presenze in Tunisia, Egitto, Marocco, Libia, Israele, Giordania, ecc…

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